30 Maggio 1992 (Brindavan) – Il potere dell’Amore Divino

30 Maggio 1992 (Brindavan) 

Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

Il potere dell’Amore Divino

“L’Amore è la forma del Divino.
Solo l’Amore può fondersi con l’Amore.
Quando si è colmi d’Amore Divino si può sperimentare l’unità con il Divino.
La felicità deriva dal puro Amore che è anche sorgente di Verità, Rettitudine, Pace e Tolleranza.”

Studenti, Incarnazioni del Divino Amore!
L’antica fama della cultura indiana è oggi contaminata dalla proliferazione di tre tendenze negative: indulgere nell’incensare se stessi, diffamare gli altri ed essere ipocriti. Qual è la ragione di questo? È la ricerca di piaceri mondani da parte dell’essere umano che dimentica la grandezza del puro amore. Non c’è nessuno in India che non conosca la parola prema (amore). L’intero cosmo è immerso in esso. L’Amore è ineguagliabile e indescrivibile. Il saggio Nârada dichiarò: “L’Amore trascende la parola.”

La differenza tra Prema e Anurâga
A livello umano, questo amore assume molte forme. La parola “amore” è usata, nel linguaggio corrente, nel contesto delle relazioni tra madre e figlio, marito e moglie, padrone e servitore, precettore e allievo. Questo, però, non è vero amore. Non può essere definito amore. È solo anurâga (affetto). Il termine prema può essere applicato solo al totale amore verso il Divino. È del tutto disinteressato e non è venuto dal mondo, né è caduto dal cielo. Si tratta di Sahaja Svarûpam (l’essenza della propria natura che si esprime spontaneamente, senza suggerimenti esterni).
Oggi, l’essere umano ha dimenticato questo amore sacro e duraturo. In questo mondo, non c’è nulla di paragonabile all’amore. Anche il nettare è insipido in confronto alla sua dolcezza. Fa persino danzare in estasi il Divino, così come avviene per il devoto. Esso si esprime nella danza. Un tale amore non può trovare posto nel cuore delle persone egoiste, ma solo nel cuore delle persone pure, disinteressate e pie. Le Scritture hanno paragonato questo amore a un prezioso diamante. Dove si trova questo gioiello? Se anche i comuni diamanti vengono conservati con grande cura in una robusta cassaforte, con quanta maggior sicurezza deve essere conservato il prezioso diamante dell’amore! Chi ha il diritto di offrire questo diamante agli altri? Solo la persona che è colma d’amore e che si alimenta sempre nell’amore. Solo il Divino è qualificato a offrire tale amore. Solo il Divino, che è l’Incarnazione dell’Amore, ne conosce il valore.
Quindi, maggiore è il vostro amore per il Divino, maggiore è la beatitudine che ne deriva. La vostra felicità declina nella misura in cui diminuisce il vostro amore. La portata del vostro amore determina la grandezza della vostra felicità. Oggi, l’amore verso Dio che gli esseri umani mostrano è pieno d’egoismo. L’amore ha lo scopo di soddisfare alcuni desideri. Ma l’amore non è una merce commerciabile che si deve ottenere in cambio. È offerto spontaneamente.

Il puro Amore è la strada regale per raggiungere Dio
Ci sono molti modi di realizzare Dio. Tra questi ci sono shânti mârga (la via della pace), sakhya mârga (il percorso dell’amicizia), anurâga mârga (il sentiero dell’affetto), vâtsalya mârga (il sentiero dell’amore materno), madhura mârga (il sentiero della dolcezza). In tutti questi cinque percorsi, c’è qualche elemento d’interesse personale, mentre nel prema mârga (il percorso del puro amore) non c’è traccia d’interesse personale. Quindi, tutti gli altri percorsi si fondono nella via dell’amore. L’amore puro è dunque la strada maestra.
Dobbiamo considerare che questo amore è presente in tutti. È la forma del Divino. Poiché il Divino è presente in tutti, chiunque amiate, amate il Divino. Dimenticando questa concezione sublime e totalizzante dell’amore, oggi gli esseri umani si sono persi in stretti vicoli. Per alimentare l’amore tra l’uomo e Dio, il Divino, di tanto in tanto, discende sulla terra. Per quale scopo si verifica l’avvento? Promuovere il Principio dell’Amore è il suo scopo primario.
Non riuscendo a capire il vero significato di questo Principio dell’Amore, l’essere umano sta minando la sua vita. Tutti dovrebbero rendersi conto che l’Amore è presente in modo uguale in tutti gli esseri, ma assume molte forme diverse quando viene esibito nelle diverse relazioni della vita mondana. L’amore tra marito e moglie è chiamato moha (infatuazione). L’amore tra madre e figlio si chiama vâtsalya (amore materno). L’amore tra amici e parenti si chiama anurâga (affetto). L’amore verso Dio è chiamato bhakti (devozione). L’amore, dunque, è uno, ma si esprime in molti modi. Le esperienze sono varie, ma l’obiettivo è uno solo. Per vivere in questo mondo fenomenico, l’amore ha assunto queste molteplici forme. Le forme dell’amore continuano a cambiare in base alle proprie relazioni, ma l’amore puro è immutabile. Questo amore puro è oggi limitato dagli interessi umani.

Come cambia di volta in volta l’Amore dell’essere umano
Subito dopo la nascita, il bambino si aggrappa al seno della madre e lo considera come il paradiso. Quando il bambino cresce, s’interessa all’istruzione e dimentica la madre. In gioventù, egli sperimenta quest’amore nello sport e nei giochi, negli studi e nel divertimento. Dopo aver completato gli studi, il giovane crea una famiglia e s’immerge nei piaceri sensuali. Più tardi, è interessato a ottenere ricchezza e perde attenzione per la moglie e i figli. Successivamente, perde interesse anche per la ricchezza e rivolge i suoi pensieri verso Dio. Perciò, un uomo mostra il suo amore per cose differenti nelle diverse fasi della sua vita. (Swami canta una canzone che descrive come cambi, di volta in volta, l’amore di un uomo e come, alla fine, egli sprechi la sua vita senza sviluppare amore per Dio – N.d.T.).

Studenti!
L’amore non è qualcosa che entri a metà strada della vostra vita. È il Principio Atmico, che è sempre con voi in ogni momento. Non dovreste permettere a questo amore di cambiare secondo il momento. È necessario che trasformiate tutti i vostri pensieri in espressioni d’amore. Considerare qualunque azione si compia come offerta a Dio è la miglior forma di sâdhanâ. Qualunque buona azione o atto spirituale si possa compiere, se non è soffuso d’amore sarà inutile.

L’Amore è come la bussola nautica
L’amore è come la bussola nautica, che indica sempre il Nord. L’amore deve essere rivolto a Dio in ogni azione che fate. Non c’è percorso od obiettivo più grande di questo. L’erudizione o i riti di adorazione non serviranno a trasformare la vostra spiritualità. Riempite i vostri cuori con l’amore di Dio: allora la nazione avrà pace. La vostra visione del mondo dipende dal colore degli occhiali che indossate. Quando la vostra visione sarà colma d’amore, l’intera creazione vi apparirà come Brahmamaya (piena di Divinità). Ecco ciò di cui i giovani hanno più bisogno oggi.
Questo amore non è legato al corpo; si basa sul cuore ed è presente ugualmente in tutti. Ci possono essere varie relazioni di parentela, ma quella basata sull’Âtma è una sola.

“Egli è l’Uno che dimora in tutti gli esseri.”

È come la corrente che è comune a tutte le lampadine di varia potenza.
Nell’amore, non dovrebbe esserci alcuna traccia d’egoismo. Purtroppo, oggi i cuori degli esseri umani sono diventati sterili, senza amore. Perciò, in essi non c’è compassione. La gente si comporta in maniera più crudele degli animali selvatici della giungla. C’è odio tra uomo e uomo. L’amore materno è diventato raro e i sentimenti amorevoli tra fratelli sono assenti. L’amore tra i fratelli Pândava e quello tra Râma e i Suoi fratelli è invece un esempio supremo d’amore fraterno.

L’unidirezionale devozione di Dharmarâja per Krishna
I Pândava superarono tutte le prove e le tribolazioni grazie alla loro fede in Dio. Il più anziano dei Pândava, Dharmarâja, aveva la mente sempre concentrata su Krishna, ed era conosciuto per la sua devozione sincera e unidirezionale. In esilio, mentre viveva ogni sorta di difficoltà, pensava sempre a Krishna. Anche quando i suoi figli, gli Upapândava, furono uccisi da Ashvathâman, non dette spazio al dolore grazie alla sua fede in Krishna. Quando regnò come potente imperatore, non si esaltò né venne sopraffatto dalle prove dolorose. Per i Pândava, veniva prima il Signore, poi il mondo e, in ultimo, i loro interessi. In primo luogo Dio, poi il mondo, per ultimo l’“io”.
I Kaurava avevano un diverso ordine di priorità. Prima l’“io”, poi il mondo e infine Dio, con il risultato che persero tutto. Poiché i Pândava mantennero Dio in prima linea, ottennero, alla fine, il successo nei loro sforzi. Se si vuole avere successo nella vita, bisogna sviluppare amore per Dio come l’arma più potente. Fu l’amore a permettere agli antichi saggi di vivere nella foresta in armonia con gli animali selvatici. Tale è il potere dell’amore. Gli studenti di oggi, tuttavia, non riconoscono la potenza di questo amore puro. Sono invece immersi nei desideri impuri e sciupano la loro preziosa vita. Le gopika esemplificarono la forma più alta e più pura dell’amore per Dio. (Swami canta una canzone che le gopika rivolsero a Krishna, pregandoLo di colmare i loro cuori riarsi con la soave pioggia del Suo amore – N.d.T.). L’amore di Dio è più grande del nettare. Si chiama parabhakti, devozione al Signore. Essa trascende i quattro Purushârtha (scopi della vita). L’essere umano può amare il corpo, la mente, buddhi (l’intelletto) o antahkarana (gli strumenti interiori). L’amore per il corpo finisce con la morte di questo. L’amore per i risultati della mente riducono in schiavitù a causa delle aberrazioni della mente stessa. L’amore per i risultati dell’intelletto, determina infinite speculazioni e indagini, e quello per l’antahkarana promuove il sentimento dell’ego e incoraggia il dualismo (separazione dell’essere umano da Dio). Solo chi realizza la sua unità con l’Âtma può sperimentare l’infinita beatitudine, la beatitudine eterna.

Indagate sulla natura dell’“Io”
Ognuno dovrebbe intraprendere un’indagine sul fine ultimo della vita. Ad esempio, sappiamo che il ghî (burro chiarificato) è il prodotto finale derivato dal latte dopo esser passato attraverso i processi di conversione in cagliata e burro. Questo processo d’indagine è noto come mîmâmsâ. È necessario indagare la natura dell’“io”, che rivendica la proprietà del corpo, della mente, dei sensi e altre cose (“il mio corpo”, “la mia mente”, e così via). Se voi non siete il corpo o la mente, chi siete? C’è qualcuno che persegue questa linea d’indagine?
L’essere umano è chiamato mânava. Questo termine sanscrito ha due significati: uno è “l’uomo è un essere che vive libero dall’ignoranza”; l’altro significa che “l’uomo non è un essere nuovo, ma ha avuto un lungo passato in molte vite precedenti”. Quando tali significati sono riconosciuti in termini di linguaggio vedantico, la grandezza della nascita umana diventa evidente, e riempie di gioia.

Studenti!
Il mondo di oggi ribolle di discordia e violenza. Pace e sicurezza sono assenti. La paura perseguita la terra ovunque. Per sbarazzarsi della paura, è necessario acquisire abhayatvam (coraggio). Come si raggiunge? Quando si riducono desideri e attaccamenti.

Studenti!
Perseguite la moralità e la buona condotta; conducete una vita esemplare e servite la nazione. L’unico scopo dell’istruzione è sviluppare l’umiltà e la disciplina. Rispettate i vostri genitori e abbiate amore per Dio: questa è la vera istruzione.
Il vostro lavoro come membri sevâdal e come aiutanti volontari deve correggere la vostra visione, schiarire i vostri occhi, permettendo loro di vedere Dio in tutti. Allora, tale consapevolezza trasformerà in voi ogni parola, pensiero e azione in una benedizione.

30 maggio 1992

(www.sathyasai.org)