08 Febbraio 1990 (Madras) – Ora et Labora

08 Febbraio 1990 (Madras) 

Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

Ora et labora

Sebbene sia stato affermato che in quest’Era d’Ignoranza basti la semplice ripetizione del Nome del Signore, per realizzare Dio, Bhagavan Baba ha detto che senza un servizio attivo e concreto al Divino il Namasmarana non è sufficiente. Rivolgendosi ad una folla colossale nella città di Madras, Sai Baba ha richiamato l’attenzione sulla combinazione della ripetizione del Nome con qualunque forma di servizio a Dio.

Ecco una parte del Suo discorso:

Le otto manifestazioni cosmiche di Dio

Incarnazioni del Divino Amore!

Il Supremo, che è l’incarnazione delle otto forme della Ricchezza divina, permea il Cosmo attraverso le otto potenze.

Quest’immenso universo costituito da esseri animati ed inanimati viene chiamato Vishva, ossia la Totalità nell’Uno, Vishva è una definizione applicata a Dio per indicare che Egli costituisce ogni parte del Cosmo.

Vishvam Vishnu Svarupam, si dice; “Il Cosmo è la manifestazione di Vishnu”.
Vishnu vuol dire “Colui che pervade ogni cosa”.
Vishnu è la Causa, Vishvam o il Cosmo è l’Effetto.
L’Universo è una manifestazione del Creatore e del Creato.
È grazie al fatto che il Signore Si manifesta nel rapporto Creatore-Creazione che noi siamo in grado di riconoscerLo.

1. La prima manifestazione del Divino nel Cosmo è sotto forma di Acqua. Un uomo non potrebbe vivere senz’acqua. L’acqua è presente dappertutto, in alcuni punti visibile in superficie, in altri nascosta sotto terra. Con questa forma Dio protegge tutti gli esseri viventi. Si dice anche che l’acqua è Vita, Dio manifesta la Sua presenza nel mondo sotto forma di acqua.

2. La seconda manifestazione è il Fuoco. È grazie al fuoco che tutto riceve luce e può essere distinto. Lo stesso fuoco è presente nell’uomo nel processo calorico della digestione. È quel fuoco che trasforma il cibo consumato in sangue, carne, ossa e altri elementi (i sette elementi base), e che sostiene il corpo. Senza questi sette elementi primordiali, non ci può essere vita nemmeno per un istante. Perciò, per tutti questi elementi costitutivi, Dio in forma di fuoco è il fondamento,

3. La terza manifestazione è la Terra. Tutti gli esseri viventi prosperano sulla terra. Nascita e morte si ripetono sulla terra. I fenomeni di nascita, crescita e morte sono una testimonianza della manifestazione di Dio nella forma della terra. L’uomo ricava dalla terra tutte le cose necessarie per vivere. Perciò la terra va considerata come una manifestazione di Dio. Poiché non si può sperimentare Dio in una forma particolare, si deve riconoscere in varie manifestazioni come la terra.

4. La quarta manifestazione è l’Aria. In ogni momento siamo impegnati a respirare aria. Siamo sostenuti dall’ossigeno che c’è nell’aria. Un uomo fa entrare e uscire aria per 21.600 volte al giorno. Mentre inspira, si produce il suono “So”; mentre espira, il suono “ Ham”. Insieme i due suoni formano la parola “So-Ham”, che significa “Quello sono io”; una frase che proclama la Divinità che è inerente nell’uomo. Nel duplice processo della respirazione si deve riconoscere Dio. Stando cosi le cose, che bisogno c’è di andare in cerca di Dio dappertutto? Mentre il Divino è in ognuno di noi, presente sotto la forma dei cinque elementi base, l’uomo si sforza di cercarLo in ogni altro dove. Se il Signore è presente dovunque, dentro e fuori di voi, perché L’andate cercando altrove? A questo proposito, viene spontanea la domanda: È giusto che i devoti vadano in cerca di Dio, oppure Dio va alla ricerca di devoti? Secondo Me, è Dio che va in cerca dei devoti.

5. La quinta manifestazione è lo Spazio. La peculiarità dello spazio è il suono. I1 Cosmo è pieno di vibrazioni sonore ed il suono è il mezzo per distinguere la maggior parte delle cose che ci sono nel mondo. Tutto il Cosmo è permeato da onde sonore. La stessa Creazione ha avuto origine dal suono. Quando si respira introducendo aria nei polmoni, è un suono che si emette sotto forma di “So-Ham, Ham-So”. Dove si trova questo spazio? La gente crede che si trovi da qualche parte in alto. Ma in alto ci sono soltanto nuvole. Dovunque c’è una vibrazione sonora, là c’è spazio. Dove parlo, c’è spazio. Se battete questo tavolo, sperimentate spazio, Lo spazio è fra il battimani durante i canti. Lo spazio è nel processo del respirare. È per lo spazio che si può vivere.

6. La sesta manifestazione è il Sole. Tutti gli esseri viventi possono sopravvivere grazie al Sole. Uccelli, bestie, alberi e rettili crescono tutti robusti perché ricavano energia dal Sole. I1 mondo cesserebbe di esistere se non ci fosse il Sole. L’intelligenza umana è un riflesso del fulgore solare. La natura investigativa dell’intelletto deriva dal Sole. Senza il potere di discriminazione l’uomo sarebbe un perfetto imbecille.

7. La Luna viene come settima manifestazione. La natura della Luna conferisce tranquillità all’uomo. I1 primo obiettivo è assicurare pace alla mente. La Terra proviene dal Sole e la Luna dalla Terra. Sole, Terra e Luna sono forme costituite dalla medesima sostanza e nell’uomo trovano la loro espressione nella forma della mente, dell’intelletto e della coscienza.

8. L’ottavo elemento è l’autorità dei Veda, i quali proclamano la Verità eterna.

C’è la massima: “Nessuna legge è più grande della Verità”. Dio, che è l’incarnazione della Verità, anche se eterno e senza forma, Si manifesta nelle otto forme del Cosmo. Quando l’uomo in queste forme intravede il Divino, realizza la sua vera natura. È da ingenui cercare Dio in qualche posto particolare. L’uomo stesso è la causa di tutti i suoi dolori e difficoltà perché, dimenticando la sua Divinità interiore, considera reale il corpo e insegue piaceri fisici e mondani.

L’uomo dimentica che è lo Spirito che dà vita a tutti i suoi sensi.

Quando si accende un ventilatore o una lampadina, è la corrente che li fa funzionare.
Quando si guida un’auto, il motore gira ed il clacson suona per l’alimentazione della batteria.
Così pure, per la macchina del corpo umano, gli occhi sono i fanali, la parola è il clacson e tutti gli organi di senso funzionano per la corrente dello Spirito.

Lo Spirito e la Mente

Lo Spirito o Atma è una forma che raggruppa tre componenti: la Mente, l’intelletto e l’Azione.
Se si chiede a qualcuno: “Che cos’è la mente?”, vi viene risposto “Non è materia che m’interessi”.
Quando poi si domanda: “Che cos’è la materia?”
La risposta è: “Non tenere la mente su argomenti simili!”

Se la gente non ha interesse a sapere che cosa sia la mente e la materia, a che cosa si interesserà in questo mondo?

In che altro si possono fare indagini se non si sono capite la mente e la materia?

Nella vita di un uomo, la cosa più importante è la mente, che è impegnata continuamente in pensieri.
Tutte le sofferenze provengono dalla mancata comprensione dell’attività mentale.
La mente è sempre impegnata in pensieri.
Questa funzione importante della mente va intesa correttamente.

La mente non è proprio un’entità fisica; non è corporea, ma un’espressione della capacità d’indagine dello Spirito.

È per questo che si considera la mente come la causa di schiavitù o di liberazione per l’uomo.

La mente, quando viene orientata verso Dio, diventa strumento di liberazione; ma quando viene rivolta alle cose del mondo, diventa strumento di schiavitù.

Una mente fissa in Dio si risolve in distacco dalle cose, mentre una mente indirizzata al mondo porta ad attaccarvisi.

Dunque, la prima aspirazione dell’uomo dev’essere quella di volgere la mente a Dio.

Indescrivibile è il potere della mente.

La velocità del pensiero è più elevata di qualunque altra cosa al mondo, più alta di quella della luce o del vento.

È un vero peccato che l’uomo si consideri debole, quando è dotato di un potere cosi grande.

Non c’è collegamento tra mente e cuore. Il cuore è senza dubbio un organo vitale del corpo: è il fornitore di sangue per ogni parte del corpo. Ma la mente è l’espressione del potere spirituale.

Il ruolo dell’Intelletto

La seconda componente dello Spirito è l’Intelletto, Esso viene generalmente inteso come il potere dell’intelligenza, ma non è corretto. In realtà, è il potere di discriminazione proprio dello Spirito.

C’è una differenza sostanziale fra intelligenza e potere di discriminazione.

L’intelligenza esiste nell’uomo come un’entità fisica: è il centro del sistema nervoso, una specie di cabina di comando per l’uomo; mentre la discriminazione rappresenta un potere superiore proveniente dallo Spirito e non ha a che fare col corpo fisico o con i fenomeni materiali.

Mediante il suo rapporto con lo Spirito, essa possiede attributi divini.

La terza componente è l’Azione, il Samshara.

Con questo termine si definisce generalmente un “modo di vivere”, ma è molto più di questo.

Con questa parola si sottintende una retta condotta, fondata sulla ragione e sulla tradizione, che include i costumi di una società. Senza una retta condotta, la vita di un uomo è del tutto insignificante.

La retta condotta deve basarsi sull’attento discernimento fra ciò che è transitorio ed i valori perenni dell’esistenza umana.

Mente ed intelletto devono servire a determinare ciò che è spirituale e ciò che non lo è.

Solo quando si è raggiunta la conoscenza delle verità eterne attraverso quest’indagine, si può considerare retta la condotta di una persona, che a quel punto si divinizza.

Oggi assistiamo a molti tentativi di riforma sociale, in campo politico, economico, civile, ecc., ma non servono a niente, perché ignorano che la cosa principale è la trasformazione della mente umana.

Molta gente si lamenta di sofferenze che non hanno fine e si lagna che Dio non si muova a compassione per lei.

Costoro dovrebbero far tesoro di una lezione che prendiamo da un episodio del Ramayana.

Dopo che Vibhishana aveva fatto amicizia con Hanuman, una volta gli disse:

“Hanuman! Benché tu sia una scimmia, sei stato il destinatario della grazia del Signore. Come mai io che mi sono impegnato incessantemente nella contemplazione di Rama, non ho ottenuto la Sua grazia?”.

Hanuman rispose:

“Vibhishana, è vero che tu reciti incessantemente il Nome di Rama, ma fino a che punto ti sei impegnato nel servire Rama? Non puoi ottenere la Sua grazia per il semplice fatto che reciti il Suo Nome. Quando tuo fratello Ravana portò via Sitadevi, quale aiuto le hai reso? Hai fatto qualcosa per alleviare anche solo in parte l’afflizione di Rama”?

I precetti e la pratica

I devoti dovrebbero capire che non basta dire a parole “Rama! Rama!” per ottenere la grazia del Signore.

Fino a che punto mettete in atto le richieste di Rama, Krishna o Baba?

Fin dove mettete in pratica gli insegnamenti della Bhagavad Gita?

Senza la pratica dei precetti, non serve a niente la ripetizione del Nome del Signore: è come far girare un registratore.

Il Nome del Signore deve avere solide radici nel vostro cuore.

Oggi, per via della particolare situazione determinata dall’Era delle Tenebre, la gente pensa che sia abbastanza recitare il Nome del Signore per raggiungere la meta finale della vita. Ma si sbaglia.

Potete ottenere la corrente elettrica se disponete solo del filo negativo? Solo quando i poli negativo e positivo si combinano verrà erogata corrente. La devozione deve esprimersi nella dedizione al Signore

Incarnazioni d’Amore!

Quando recitate il Nome del Signore con amore, quando eseguite con le labbra i precetti del Signore e considerate il mondo come una manifestazione del Divino, siete destinati a ricevere la grazia del Signore. Siatene certi. Non siate vittime del malinteso che l’unica cosa necessaria e giusta sia la mera ripetizione del Nome di Dio.

Accanto alla ripetizione del Nome dovete anche compiere attività sante.

Non dovete darvi pensiero per qualsiasi ostacolo incontriate.

Questa è la lezione che Hanuman ci ha trasmesso, quando superò ogni ostacolo in cui s’imbatté nel momento in cui si propose di andare in cerca di Sita.

L’esempio di Hanuman spicca come massimo ideale di dedizione e di servizio risoluto a Dio.

Devozione e servizio

Dedicate almeno cinque minuti al giorno alla recita del Nome del Signore e qualche minuto per fare un certo servizio ai bisognosi e ai derelitti. Includete nelle vostre preghiere quotidiane un’invocazione per il benessere di tutti i popoli del mondo. Non immergetevi nel vostro benessere individuale e nei problemi della vostra salvezza personale. Cercate di condurre una vita libera da malevolenze e da offese agli altri. Consideratela come una sorta di disciplina spirituale e redimete la vostra vita.

(Swami concluse il discorso con i canti: Bhajana bina, Prema Mudhita, e Subrahmanyam)

(Madras, 8 Febbraio 1990 da SANATHANA SARATHI, Marzo 1990)

Tratto da Mother Sai Anno II N. 5/1990