27 Marzo 1965 – Io non parlo mai tramite qualcuno

27 Marzo 1965 

Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

Io non parlo mai tramite qualcuno

Il declino morale è peggiore di quello militare

Da tre anni, le persone di Yelamanchili cercano di persuaderMi ad andare nel loro villaggio a dare il darshan agli abitanti di quell’area; finalmente il loro desiderio è stato esaudito. Io vedo cinquantamila persone qui riunite. L’occasione di darvi gioia è arrivata oggi, poiché ogni cosa ha un suo giusto tempo e una giusta causa. Lo stesso Dio, che per Sua grazia ha rivelato i Veda, deve venire ripetutamente ancora ogni volta che la gente cerca di contrapporre la propria rispettiva intelligenza a quella eterna.
L’intelligenza limitata non è altro che la schiava dei sensi; essa porta l’essere umano fuori strada affascinandolo con il miraggio dei piaceri sensoriali. I Veda lo conducono invece verso la gioia eterna che non diminuisce, ma egli non presta loro attenzione e vaga nell’oscurità cercando nel mondo esteriore ciò che ha perso in quello interiore, in quello dello spirito.

Cibo spirituale dato dai Veda

Le Scritture descrivono i diversi stadi dello sviluppo spirituale; il rigore della disciplina prescritta per ogni stadio è commisurata al livello dell’aspirante. Come un bambino è nutrito col latte della madre per alcuni mesi, poi col latte di mucca e, successivamente, con pane e bocconcini friabili quando i denti sono spuntati, l’individuo riceve dai Veda il cibo spirituale adatto al suo livello di comprensione. Nelle fasi iniziali, la saggezza dell’unità, che è interpretata erroneamente come diversità, non può essere afferrata; quindi si raccomandano la devozione o l’insegnamento. La devozione viene naturalmente, perché non è altro che l’espansione dell’amore inerente all’essere umano. Per stabilizzarsi nella devozione, le attività positive, le buone compagnie, il buon ascolto e il comportamento corretto sono imprescindibili.

L’essenza dell’insegnamento vedico

Oggi, l’essere umano è diventato materialista; attualmente, si riscontra che non c’è amore neppure tra fratelli di sangue. Un tempo, lo standard morale elevato assicurava il progresso individuale e la coesione sociale; ora mancano ambedue. Il corpo, la lingua, le orecchie, gli occhi sono tutti usati malamente. Solamente le bestie feroci fanno paura e solamente i bovini si spaventano; l’essere umano non è né l’uno né l’altro, per cui non dovrebbe fare nessuna delle due cose. L’uomo è davvero incapace di aver paura; egli è l’incarnazione dell’amore, è il figlio dell’immortalità, è il tempio di Dio. Questa è l’essenza dell’insegnamento vedico così come si trova nelle Upanishad.
L’amore deve allietare per prima la propria casa. Al giorno d’oggi, non c’è amore tra i giovani e gli anziani nella famiglia, i bambini non rispettano i genitori e questo declino morale minerà certamente l’unità e la forza. Il declino morale è peggiore di quello militare, porta a disastri maggiori. Come potete essere utili agli altri se ripetete continuamente “io” e “mio”?

Io chiedo solamente la purificazione del cuore

Dato che in questa regione sono accadute queste cose, devo dirvi anche che ci sono molti Swami e guru che vanno in giro di qua e di là con lo scopo dichiarato di raccogliere denaro dai loro devoti: specialmente per dei rinuncianti, questa è un’azione scellerata. Molte persone hanno cominciato a farlo anche a Mio Nome per cose o scopi vari; se tali individui vi avvicinano, respingeteli e dite loro che stanno facendo il male. Io chiedo devozione, fede e disciplina spirituale, cioè purificazione del cuore, nient’altro.
Solamente i mendicanti chiedono denaro; Io non Mi assocerò mai a ciò che è temporale, inquinato, volgare e meschino. Poi ci sono alcuni che dichiarano che Io entro in loro e parlo per loro tramite! Essi pretendono di essere i Miei portavoce e di comunicare i Miei consigli e suggerimenti come se Io li avessi autorizzati o come se Io Stesso parlassi attraverso di loro. Ora, ascoltate: Io non parlo mai tramite un altro, non possiedo mai un altro né lo uso come veicolo di comunicazione. Vengo direttamente, in modo esplicito; vengo come sono per donare pace e gioia. Io non accetto da voi fiori che appassiscono, frutti che marciscono, monete che non hanno valore al di là dell’ambito nazionale. DateMi il loto che fiorisce nel Mânasa Sarovar, nelle acque limpide e trasparenti del lago della consapevolezza interiore; dateMi il frutto della santità e della disciplina costante. Io sono al di sopra di tutta questa etichetta terrena, che vi fa vedere i più anziani con dei frutti o fiori in mano; il Mio mondo è quello dello spirito in cui i valori sono differenti. L’essere contenti, avere fede in Dio e temere il peccato è un servizio sufficiente, un’offerta sufficiente per Me. Mi soddisfa. Nel distretto del Godâvarî orientale e nei dintorni, appaiono di recente in gran numero persone che proclamano di essere possedute da Me, accompagnate dalle loro bande di amministratori e agenti: cacciateli via dovunque li incontriate, non date spazio alle loro tattiche, né umiliate la vostra dignità di devoti del Signore.

Yelamanchili, 27 marzo 1965,
Visakhapatam

(Da “Sanâtana Sârathi”, maggio 2015)