16 Marzo 1973 – Il valore dello Spirito

16 Marzo 1973

Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

Il valore dello Spirito

[1] Sono molto contento di trovarmi nello Stato del Punjab che ha
meritato il rispetto e la gratitudine dell’intera nazione per il suo
eroismo e i sacrifici affrontati per la difesa del Paese. Il Punjab è
una terra sacra. Sebbene la Mia visita sia stata programmata tempo
fa, il momento finalmente è arrivato ed ora eccomi qui. Un frutto
richiede molto tempo per maturare e colmarsi di dolce succo.
Per secoli, questa nazione ha diffuso i semi della tolleranza e dell’amicizia
tra tutti i popoli, ha guidato il mondo verso il progresso
materiale e spirituale gettando luce sul bisogno fondamentale dell’uomo:
capire sé stesso prima di cercare di capire gli altri. Se non
conoscete la vostra posizione nell’universo, il vostro destino, il vostro
futuro, a cosa serve viaggiare nello spazio? Perciò voglio
spiegarvi qual è la vera natura dell’uomo, affinché possiate fare
ogni sforzo per difenderla e svilupparla. La natura dell’uomo è la
Verità: essere falsi significa tradire la propria natura. Il dharma è
l’applicazione pratica dell’ideale di Verità nella vita reale. Śānti, la
Pace, è il risultato che deriva dal dharma, mentre prema (puro
Amore) è lo splendore di śānti.
[2] La devozione non va limitata alle quattro mura della stanza
delle preghiere o ai pochi minuti dedicati alla meditazione, è una
disciplina spirituale a tempo pieno. La vostra devozione si deve
esprimere come adorazione di tutti gli esseri che sono l’incarnazione
vivente del Divino. Vedete Dio in tutti, anche nelle persone
che considerate nemiche; praticate questo tipo d’amore, vasto e
totale. Come potrete trovare la felicità nel mostrare amore e riverenza
a un idolo di pietra che non risponde e non manifesta alcun
sentimento? Gli esseri viventi invece ricambieranno con l’apprezzamento
e la gratitudine e desidereranno il vostro bene, vedrete la
gioia sbocciare sui loro volti, e questo vi darà soddisfazione. Se
non vi educate ad amare i vostri simili, come potrete seguire il
sentiero della dedizione a Dio?
Individuate le difficoltà e i problemi che gravano sugli altri e, secondo
le vostre possibilità, aiutateli a superarli e a organizzare la
loro vita in modo tale che non debbano ripetersi. Imparate a vivere
con gli altri, condividete con loro le vostre gioie e dolori, siate
tolleranti, non prepotenti. Se vivete insieme in amicizia, il villaggio
sarà sereno e sicuro; se i villaggi sono ben uniti e forti, anche lo
Stato sarà forte e inattaccabile; invece la gelosia, l’ira, l’odio e
l’avidità disintegreranno lo Stato e lo faranno precipitare nel disordine
e nel dolore. Scacciate le forze che creano dissensi e divisioni,
che tengono l’uomo lontano dall’uomo, che impediscono la
collaborazione e l’aiuto reciproco.
[3] Il Punjab gode di fama speciale nel nostro Paese per il coraggio
del suo popolo. Io desidero e benedico che diventi altrettanto famoso
per il suo valore spirituale. Inculcate la disciplina anche nel
campo spirituale e insistete affinché tutti adempiano il loro dovere
verso sé stessi e il proprio destino. La devozione è come la testa, il
dovere è come il tronco, la disciplina è come i piedi; fate in modo
che la devozione sia legata al dovere e guidata dalla disciplina, così
il successo sarà assicurato.
La vita dell’uomo non deve essere un inutile girotondo tra mangiare,
bere e dormire; l’uomo ha il Sé come sua Realtà, quindi deve
imparare a essere consapevole di quell’inesauribile fonte di beatitudine
e, con l’uso opportuno dell’intelligenza, potrà accedere a
quella fonte e godere dell’estasi suprema. La felicità si può ottenere
solo procedendo verso Dio, non seguendo gli impulsi dei sensi.
[4] Oggi, con l’alba, anche la felicità è sorta in questa città. La profondità
della vostra devozione traspare dai vostri volti; avete atteso
molte ore per avere la gioia di questo momento, e ciò dimostra
che sentite maggiore attrazione per gli argomenti dello spirito che
per le cose materiali o le comodità.
Delle ventiquattro ore di cui disponete ogni giorno, vi consiglio di
dedicare una piccola parte alla meditazione o alla preghiera, alla
lettura delle Scritture o all’ascolto dei discorsi sulle gloriose storie
del Signore. Pensate a Dio e alla gratitudine che gli dovete per la
vita umana che vi ha donato e per i diversi talenti materiali, morali
e intellettuali di cui vi ha dotato: fatelo prima d’iniziare qualsiasi
attività o lavoro. Ne trarrete sicuramente grande beneficio e, per
grazia divina, otterrete pace, gioia e successo nei vostri sforzi. Non
scoraggiatevi se non progredite nella meditazione. Pronunciate il
Nome di Dio ricordando la Sua gloria e la Sua grazia: questo è
ugualmente efficace. Non è indispensabile un Nome particolare:
tutti i Nomi indicano solo l’Uno. La tenacia, la fede, l’amore che
coltivate nel cuore ed esprimete attraverso le parole, azioni e pensieri,
sono i requisiti necessari per meritare la Grazia di Dio.
Mogha,

Punjab, 16.03.1973