20 Novembre 1992 – Tutti servitori, nessun padrone

20 Novembre 1992

Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

Tutti servitori, nessun padrone

Incarnazioni dell’Amore,

ogni uomo sta vivendo una vita piena di interessi personali ed egoistici; non pensa al benessere della società come all’obiettivo della sua vita.

Correggere l’Organizzazione

L’uomo fa parte della società e ognuno deve rendersi conto di quali siano le finalità di un’organizzazione ai suoi albori.

Non si dà corpo ad un’organizzazione per farsi un nome o per avere una fama.

Non ha senso proclamarsi più grandi di altri, poiché la grandezza di un individuo si manifesta in due modi: uno sta nel dedicarsi a compiti santi e nei prestare aiuto, l’altro sta nel farsi pubblicità con azioni sbagliate.

Al mondo quest’ultimo può sembrare perfino un buon uomo.

Tuttavia, mentre l’uomo dalle qualità buone si prefigge un ideale, quello cattivo agisce e vive per attirare l’attenzione e per esserne al centro.

Il buono vive per adarsha, l’ideale, il cattivo per karsha, le attrattive. Sono ben noti nella mitologia indù i nomi di Rama e di Ravana.

Così pure, nella religione cristiana sono conosciuti sia il nome di Gesù che quello di Giuda (lscariota).

Il nome di Rama, quando viene ricordato, suscita rispetto e lode, mentre quello di Ravana viene trattato con disprezzo.

Quando si pensa al Signore Gesù, la Sua grandezza suscita ogni venerazione, ma Giuda è rimasto come il simbolo della viltà e viene ricordato come il traditore.

L’Organizzazione sorge per indurre l’uomo ad una vita ideale ed a porre in essere un cambiamento della società..

Per un individuo esistono due condizioni deleterie: la prima è l’ego, l’altra è la gelosia.

La gelosia è una peste e l’ego è un parassita.

Entrambe le cause possono uccidere una pianta.

Nell’albero della vita umana la gelosia agisce dall’interno devastando la qualità umana.

L’ego, invece, si esprime esteriormente ottenebrando le qualità dell’uomo.

Perciò, nella nostra Organizzazione ci si dovrebbe tenere lontani dal senso dell’ego e dalla gelosia, ampliando il proprio orizzonte mentale. Una persona con qualità così ignobili rovina se stesso, oltre che gettare nell’onta la società.

Per questo motivo si dovrebbe fare ogni sforzo per ridurre l’ego e la gelosia.

Ogni persona è un servitore.

Fra noi non ci sono padroni.

C’è una storiella che Io dimostra.

C’era una volta un re che, parlando con un suo vecchio amico, gli disse che egli era un padrone: tutta la nazione gli apparteneva e i cittadini Io dovevano servire.

Non aveva bisogno di cartamoneta ed era investito di ogni autorità:

non aveva bisogno di ricorrere ad alcuno per nulla al mondo, né doveva fare il servo a chicchessia.

AII’udire tutto ciò, il vecchio amico, che amava davvero il sovrano e perciò stesso voleva la sua completa felicità, disse ridendo.

“Oh no, sire, ti sbagli. Dal sovrano al povero, dall’analfabeta al santo, siamo tutti servi, non padroni. L’unico padrone è Dio.

Se credi di essere il Signore Supremo, sei in errore: è un segno di stoltezza. Tu, io e chiunque, altro, siamo tutti servitori”.

Il re, a questa risposta, chiese al vecchio amico:

“Saresti in grado di dimostrarmelo con prove concrete, davanti a questa gente?

Ti do due giorni di tempo. Se non dimostri la tua affermazione ti esilierò” .

L’amico disse: “Oh re, fai pure ciò che ti pare, ma quello che dico è vero.

Che tu lo creda o no, che mi lasci nel tuo regno o mi esili, la verità non cambia. La verità è una sola, non doppia”.

Il re concesse due giorni all’amico, e lo congedò.

L’amico camminava reggendosi ad un bastone e, quando il re gli ordinò di andarsene, mentre stava uscendo, lasciò cadere il bastone per terra, e disse: “Ahimè, sire, non riesco a chinarmi e qui attorno non c’è servitù.

Senza bastone non mi è possibile fare neanche un passo. Mi sento tanto male e non so come muovermi”.

Il re, vedendo che l’amico era privo di aiuto, disse: “Non preoccuparti,

amico mio, ti aiuterò io” .

E così dicendo il re raccolse il bastone e lo consegnò all’amico, il quale esclamò: “Bene, Sire! Ora sei mio servitore. ln un momento di difficoltà tu mi hai aiutato. Soccorrere è un servizio. Con tutto il tuo orgoglio avevi dichiarato di non fare mai il servo a nessuno, ma ad un uomo indifeso come me hai porto il bastone. Ora sono io il padrone e tu il servo”.

Volente o nolente, ognuno al mondo è un servo e nessuno è padrone. Per quanto tempo puoi rendere servizio? Per quanto puoi essere servitore?

Nel mondo ognuno avrà un desiderio e cercherà di soddisfarlo. Ogni uomo ama il suo simile perché si aspetta qualcosa in cambio.

In questo mondo non esiste una persona che ne ami un’altra senza aspettarsi qualcosa in cambio.

L’uomo che aspetta una remunerazione è un servo. Solo il Signore ama senza nulla in cambio e, perciò, Egli solo é il Padrone.

Tutti gli uomini sono servitori. Il mondo è come un palcoscenico, dove gli uomini sono tutti attori. Solo Dio è il regista.

È uno sbaglio ritenersi padroni, attribuendo importanza all’autorità del potere e della ricchezza.

Siate consapevoli di essere obbligati a servire e non a condurre una vita da padroni.

Una casa dove vivere in armonia

La beatitudine nasce dallo spirito di servizio (seva bhava) e non dall’esercizio del potere (adhikara bhava).

La ricchezza e il potere non possono placare la fame, ma solo il cibo può soddisfarla.

Solo la virtù, e non la ricchezza, può conferire bellezza.

Occorre cercare di capire la sorgente della pace, della prosperità e della felicità.

Eccovi un piccolo esempio.

Ci sono tre persone che vivono in una casa: padre, madre e figlio. Nessun paradiso in terra è più elevato quando in quella casa vige una perfetta armonia fra i tre. Ma non c’è peggiore inferno di quella famiglia, se interviene la più lieve divergenza d’opinione.

Similmente, il corpo è una casa dove i tre individui sono la mente, la parola e l’azione. Quando gli uomini vivono nell’armonia del loro corpo, c’è beatitudine.

Al contrario, se ci sono dissociazioni nel pensiero, nella parola e nell’azione, non c’è un inferno peggiore di quello.

Perciò, quello che importa di più nella vita è l’unità. L’unità in pensieri, parole ed opere è autentica Divinità. Con l’unità raggiungerete la purezza, che vi porterà alla Divinità.

Nel linguaggio spirituale questa unità è nota col nome di triputi, ossia Trinità.

L’unione in pensieri, parole ed azioni riveste importanza non solo nella vita spirituale, materiale e sociale, ma in tutti i campi della vita è un’unione che va coltivata, perché solo in quel caso si può sperimentare una pace genuina.

Innanzitutto “essere”

Per l’uomo d’oggi la pace è assolutamente indispensabile.

Le organizzazioni vengono formate per diffondere pace, non già per dar lustro e fama a Sai.

Il loro obiettivo è di far felici tutti.

Nel mondo vi sono molte organizzazioni, ma l’organizzazione Sai non dovrebbe essere come le altre: noi dobbiamo lavorare in unità.

Tutti sono fratelli e sorelle: rammentate l’espressione “fratellanza degli uomini” e “paternità di Dio”.

Ma questo nella società non viene propriamente osservato.

Bisogna abolire il sentimento che vi fa dire “Sono io il coordinatore; non parlare, io so più cose”.

Sei il Coordinatore solo di nome; ma tutti sono servitori e tu sei il capo d servitori.

Ecco tutto: un servitore-capo.

Quando il servitore-capo si alza per partire, gli altri lo seguano.

Se invece siede per non far niente, dicendo che è il capo, nessuno Io segua.

Un Coordinatore dovrebbe per prima cosa far strada; poi acquisirà il diritto di dire agli altri cosa fare. Se voi in prima persona non fate nulla, non avete alcun diritto di comandare agli altri; e, se avete perduto ogni diritto, gli altri non vi rispetteranno.

Per godere concretamente del rispetto, dovete attuare ciò che dite. Primo, “Essere”.

Secondo “Fare”.

Terzo “Parlare”

Se manca il primo “Essere” e il secondo “Fare”, non vi è consentito il semplice “Parlare”.

Un’Organizzazione spirituale

Nella nostra Organizzazione stanno tutti lavorando alacremente.

Ma in campo spirituale non sanno come procedere: che cosa e come si debba fare.

Su questi punti ci dovrebbe essere chiarezza.

Sono tutti molto attivi; insieme all’attività e all’entusiasmo bisogna aggiungere Dio per la felicità.

Non esiste un posto privo di Dio.

Qualunque cosa facciate, dovreste sentirla come un lavoro di Dio:

è Dio che sta agendo attraverso questo corpo, questa mente, queste mani.

Se lavorate con questo sentimento, l’ego non avrà più alcuna possibilità di emergere.

Il corpo non è che un mezzo di collegamento negativo, senza vita; materia e nient’altro che materia.

La mente è un fastello di desideri, una pura immaginazione.

Voi però non siete una pura immaginazione.

Voi non siete il corpo.

Siete Spirito, Atma.

Pensate in questo modo: “lo sono l’Atma, io sono l’Atma”.

Poi potete buttarvi in qualche attività di lavoro.

Non dovreste avere la sensazione di fare un servizio a qualcun altro, ma autoconvincetevi così:

“Qualsiasi cosa faccia, la sto facendo per me stesso, per me stesso, per me stesso (per il mio se, N.d.T.) ”.

Ed è così che siete onnipresenti.

Abbiate un modo di pensare univoco.

Usate pure qualsiasi nome, Rama, Krishna, Gesù, Allah: rappresentano tutti un’unica realtà.

Benché i nomi e le forme siano differenti, dovreste sapere che la Divinità è unica. Con questo spirito dovreste gettarvi a capofitto nel servizio.

Non servitevi mai dell’autorità o del potere (per prevaricare).

Dovreste dimostrare amore d insegnarlo.

Non appena vi appoggiate all’esercizio dell’autorità, insorgono le discrepanze.

A volte vi è lecito cambiare il tono delle vostre parole, ma non quello del cuore.

C’è un collegamento tra amore e amore, tra cuore e cuore.

È ciò che, Swami a volte mette in atto.

Quando gli studenti non si comportano bene, Swami dice loro con dolcezza: “Bangaru, non fare così. Non farlo”.

Se poi essi continuano a non comportarsi bene, Swami altera la Sua voce. La Sua voce cambia, ma non il Suo cuore. E voi dovreste fare lo stesso.

Non lasciate mai il campo aperto alle ostilità. Se a volte cambia la voce, dietro c’è uno scopo.

Dunque, senza perdere di vista quello scopo, andate avanti per la vostra strada. In questo mondo c’è un assoluto bisogno di pace.

Incarnazioni del Divino Amore,

il servizio è disciplina spirituale.

Il parlare non è davvero servizio. La pratica spirituale non consiste semplicemente nel fare meditazione e nel pregare.

La scorciatoia più sacra e più nobile è il servizio.

Voi vi sedete in meditazione, ma riuscite a stare concentrati per un secondo?

Vi mettete a pregare, ma siete concentrati per un momento’?

E’ diventata una routine giornaliera e ciò non è meritorio.

Invece di perdere tempo in quel modo, andate in mezzo alla gente e servitela.

Mentre state facendo servizio, percepite di essere al servizio del Signore.

Nel servizio perdete il senso dell’ego. Dovrebbero tutti avere sentimenti di fratellanza.

La potenza dell’amore e dell’unione

Qual è la vostra ricchezza? È l’amore.

Ecco la vera ricchezza. Il denaro va e viene, mentre la ricchezza dell’amore viene ed aumenta, non l’oro.

Questa è la verità di cui dovete esser coscienti.

Per far del servizio sociale, bisogna scartare l’egoismo e sviluppare una consapevolezza spirituale.

Una persona sola non può aggiustare il mondo, ma molte persone dovrebbero unirsi insieme per garantire sicurezza.

Guardate, per esempio, queste cinque dita.

Può fare qualche attività un dito solo? No, no. Impossibile.

Quando tutte e cinque le dita sono insieme, allora possono svolgere un lavoro.

Guardate questo fazzoletto.

Posso sollevarlo con tutte le dita della mano unite insieme, mentre un solo dito non può nemmeno alzarlo. La capacità della mano si vede quando tutte le dita possono lavorare insieme.

Così, l’Organizzazione Sai, la Sezione Servizio Sai (Sai Seva Dal), l’Associazione del Servizio Sai (Sai Seva Samiti), i Gruppi di Studio Sai, i Sai “Bal Vikash” debbono essere tutti coordinati insieme.

Quella è unione. Ognuno deve compiere il suo dovere.

Quando ciascuno fa il proprio dovere senza darsi troppi pensieri grandi o piccoli, ci sarà prosperità.

C’è un piccolo esempio che lo dimostra. Oggi voi disponete di missili che funzionano ad energia atomica.

In un missile ci sono moltissime strumentazioni.

Crediamo che un missile sia una macchina gigantesca, ma in esso ci sono bulloni, dadi, viti, fili, spilli .ecc. ciascuno sistemato nella propria sede.

Se in questa grossa macchina va fuori fase una vite o una graffetta, non potete prevedere cosa accadrà al missile.

Anche una singola graffetta ha la sua importanza. Senza di essa il missile potrebbe prendere fuoco ed essere ridotto in cenere.

Così pure, nell’Organizzazione, tutti sono eccezionali e potenti.

Non ci dovrebbero essere differenze fra il grande e il piccolo. Un’organizzazione è come una macchina: uno è una vite, un altro un bullone o un dado, ma tutti necessari alla macchina. Questa è unità nella diversità.

Quando c’é questa unione, possiamo raggiungere e portare a termine qualsiasi cosa.

(Swami impugna e tira da un capo all’altro il bianco fazzoletto che tiene sempre vicino).

Questa è stoffa. È molto difficile strapparla. Per quale ragione? Perché i fili sono fra loro intrecciati, ed essa è resistente perché solida.

Se togliete uno per uno i fili, potete smembrare la stoffa con facilità. Quando invece essi sono tutti uniti insieme, sono forti, molto forti.

Se le persone stanno separate, non c’è forza nell’Organizzazione, ma se stanno tutte unite, essa sarà potente.

L’unione fa la forza. L’unione assicura benessere. L’unione fa da supporto ad una concezione teistica della vita.

L’unione è la prosperità della nazione. La prosperità di una nazione non viene giù dal cielo, ma dall’unità delle persone.

Tutti dovrebbero lavorare nell’unione

I consigli del Signore sono infallibili

Voi avete tanto amore per Swami, ma non Lo seguite.

A che pro allora? Se amate lo Swami dovreste anche seguire ciò che Egli dice.

Alcuni di voi conoscono più o meno un brano tratto dalla Bhagavad Gita, dove si parla di Arjuna.

Arjuna era una persona assai intelligente ed aveva delle conoscenze elevatissime. Faceva frequentemente delle discussioni con Krishna.

Ci sono ben due capitoli nella Gita, dove Arjuna continua a fare dissertazioni con Krishna.

Krishna ascoltava finché Arjuna non fu stanco ed esausto.

A questo punto, Krishna gli chiese. “Arjuna, hai esaurito tutti gli argomenti? Posso parlare Io ora? “Sì, Swami”, gli rispose. Allora Krishna disse ad Arjuna:

“È tutta un perdita di tempo.

La tua conoscenza non è perfettamente equilibrata e, quando l’equilibrio è imperfetto, il genere umano non può evolvere.

Tu non sei un perito (skilling) nella conoscenza, ma fai perire (killing) la conoscenza. Quanto maggiore sarà la tua abilità nel sapere, tanto maggiore sarà l’equilibrio nella vita”.

Oggi la vita ha perso ogni equilibrio e, quando manca l’equilibrio nella vita, è l’uccisione della conoscenza. Perciò, per prima cosa devi essere esperto in conoscenza.

Che cosa si intende per “esperto in conoscenza”?

Far progressi in campo spirituale è perizia.

Non vedere il male, vedi il bene: questa è abilità del conoscere.

Così pure, non prestare ascolto al male, ascolta ciò che è buono.

Non parlare del male, parla di cose buone.

Non fare il male, compi il bene.

Questa è l’abilità del provetto conoscitore.

Sguardi cattivi, conversazioni cattive, ascoltare cose cattive sono tutte attività che uccidono la conoscenza.

Coscienti o no, si sta uccidendo la conoscenza, anziché aumentarne la versatilità.

Krishna disse: “Arjuna, smetti di parlare e fa’ ciò che ti dico”.

Arjuna congiunse le mani e disse. “Karishye vachanam thaba”, che significa “Qualunque cosa Tu dica, qualunque cosa faccia per me è buona. Ti seguirò”.

Allora Krishna lo condusse alle più nobili altezze.

Non bisognerebbe stare a discutere i comandi del Signore, per buoni o cattivi, giusti o ingiusti che sembrino, perché i comandi di Dio sono privi d’ego, ma voi non lo capite.

Se fate un buon lavoro, il profitto è vostro, se il lavoro è cattivo, la perdita è vostra: ma per Swami, il vostro lavoro, buono o cattivo che sia, non dà profitti né perdite. Sia il profitto che la perdita vanno a voi soli, mentre per Swami non ci sono perdite o guadagni.

Io sono sempre felice e se volete esserlo anche voi, seguite Swami, cioè, seguite le norme e i regolamenti de!l’Organizzazione.

Allora ci saranno pace e sicurezza sia mentalmente, che fisicamente, che socialmente.

Incontrarsi con cuore libero

Incarnazioni del Divino Amore, il passato è passato: non può tornare indietro.

Il futuro non è ancora vostro. Non state a rimuginare sul futuro.

Vivete il presente. Questo non è un presente ordinario, è Onnipresente. Il passato è nel presente: il futuro pure è nel presente.

Siate felici e fate il bene. Pensate al presente.

È una perdita di tempo pensare al passato o al futuro.

“Lui ha detto così, io ho detto cosà”;

lasciate stare questi pensieri. Il passato è passato.

Non ci sia alcun odio causato da parole dure.

Dimenticate tutto ciò.

A che vi serve dire “0h, ciao” (Hellow). Il vostro saluto deve uscire da un vuoto (hollow) interiore.

Se il vostro animo non è sgombro, se là dentro si mantengono vive le ostilità, a che pro dire “Salve, ciao!”?

Dite il vostro “Ciao” con un cuore libero. Questo significa unità di pensieri, parole ed azioni. Il mondo sarebbe in buone mani,

L’Amore dello Swami attira il mondo intero

Qui c’è il mondo intero. Perché? È l’amore di Swami la causa.

Ciò che Swami dice, Io fa, ed è questa natura che attira qui gente da ogni parte del mondo.

Allo stesso modo, voi siete tutti messaggeri di Dio. Se dunque mantenete uniti i pensieri, le parole e le azioni, il mondo intero diverrà un’Organizzazione Sai.

Non si può essere sempre accondiscendenti, ma si può rispondere con gentilezza.

A motivo di azioni cattive compiute in precedenza, qualcuno potrebbe essere superbo e geloso, ma non dovrebbero esserci persone del genere.

Non ci debbono essere sentimenti di differenza che inducono a dire “Quello è tedesco, americano, australiano, indù, cristiano”.

Gesù disse: “Figlio mio caro, tutti sono uno. Abbi verso ciascuno sentimenti di equanimità”.

Perciò, tutti sono uno ed è solo l’uno che si manifesta nei molti. Questa unità è in tutti.

Prendiamo, ad esempio, il numero 1 e il numero 9.

Qual è il più grande? L’1 o il 9? Chiedetevelo.

Secondo la logica del mondo, il 9 è il più grande; ma dal punto di vista spirituale il più grande è l’1. Perché?

1 +1 + 1 + ecc. dà 9. Senza il numero 1, non esisterebbe nemmeno il 9.

Non dovreste inorgoglirvi per il numero 9 come del numero più grande.

Il 9 è grande nella quantità, ma l’1 è il più grande in qualità.

Senza qualità, non serve a niente la quantità.

Incarnazioni del Divino Amore, state lavorando insieme e cercando il benessere del mondo. Questo è il vero servizio reso alla nazione propria di ciascuno.

Voi tutti potete completare ciò che non è stato possibile al Primo Ministro o al Presidente.

L’operato di un governo è frammentario, mentre ciò che viene compiuto in forza dell’amore porta unità.

Dovreste lavorare per il benessere di tutti i paesi, il nostro motto dovrebbe essere: “Possa tutto il genere umano vivere nella felicità e nella pace”.

Questo è il nostro obiettivo. Il motivo è questo: le nazioni sono molte ma la terra è una sola.

Le stelle sono molte, ma il cielo è uno. I gioielli sono tanti, ma l’oro è unico.

Lavorate con questo spirito: è il principio dell’unità nella diversità.

Io sono qui e voi là, ma abbiamo in comune il respiro.

Se abbiamo in comune il respiro, anche la nascita è la stessa.

Date sviluppo all’Organizzazione e alimentate Io spirito di servizio con questo amore spirituale.

Molti stanno lavorando di tutto cuore, ma si commettono alcuni errori per ignoranza.

Innanzitutto, il vostro amore per Swami vi darà abbastanza forza.

Non preoccupatevi e andate avanti. È importante. Sarete vincitori sotto tutti gli aspetti possibili.

Una vita spirituale è quanto di più nobile ci sia e non ci sarà alcun altro campo dal quale possiate trarre tanta beatitudine e felicità.

Nel mondo ci sono molte organizzazioni spirituali, ma c’è un’enorme differenza fra quelle e l’Organizzazione Sai.

Qui tutti dovrebbero essere come figli di una stessa madre: in questo sta la grandezza dell’Organizzazione Sai.

Un tedesco potrà non essere come un cinese e un cinese potrà essere differente da un americano, ma qui a Prashanti Nilayam tedeschi, cinesi, russi vivono tutti in un medesimo capannone.

Questa è la peculiarità dell’Organizzazione Sai.

ln quale altro posto vedrete questa unità nella diversità?

Solo a Prashanti Nilayam.

(Swami indica due persone dell’assemblea).

Lei viene dall’Iran e lui dall’Iraq. Iran e Iraq sono rivali, ma qui vivono insieme.

Questo è amore.

Quando avremo sviluppato questo amore, il mondo intero diverrà uno. Ogni cosa dovrebbe essere fatta con amore, con amore, con amore

INCOMINCIA IL GIORNO CON AMORE,
RIEMPI IL GIORNO DI AMORE,
QUESTA E’ LA VIA VERSO DIO.

Il miglior modo per amare Dio è quello di amare e servire tutti.
Questo è il primo ed anche l’ultimo messaggio.
Abbiate salute, felicità, pace e vita divina.

Vi benedico. Vi amo.

Prashanti Nilayam, 20 Novembre 1992

Ai membri dell’organizzazione internazionale Satya Sai