20 Aprile 1993 (Kodaikanal) – Elevatevi dal livello Umano a quello Divino

20 Aprile 1993 (Kodaikanal)

Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba

Elevatevi dal livello Umano a quello Divino

In questo illuminante Discorso, Bhagavân mette in guardia i giovani perché limitino i loro desideri e controllino i sensi usando il potere della discriminazione. Egli li consiglia di esser consapevoli che la gratificazione incontrollata dei sensi può rovinare la loro vita.

L’uomo deve essere prudente durante la gioventù

“La vita umana è insicura come una goccia d’acqua su una foglia di loto.
Questo corpo è un covo di malattie e attaccamento.
Il mondo intero è un enigma di dolore e infelicità.
Quindi, uomo stolto, canta il Nome di Govinda.”

Nella vita dell’essere umano ci sono molti stadi; a ogni stadio, egli abbraccia solamente la falsità e la disonestà, e non fa alcuno sforzo per cercare la verità e la rettitudine. Pertanto egli trasforma il suo sacro cuore in una dura pietra. Oggi, l’uomo non comprende il significato del senso di umanità che implica armonia tra pensiero, parola e azione. A che serve dire una cosa, pensarne un’altra e fare qualcos’altro? L’uomo fa esperienze divine a ogni stadio della vita; fa forse qualche tentativo di capirne l’importanza?

I desideri illimitati rovinano la vita dell’uomo

Il primo stadio della vita è l’infanzia e questo periodo si passa completamente a giocare, cantare, divertirsi e fare birichinate. Gradualmente, si cresce e si giunge allo stadio della gioventù in cui l’individuo si comporta in modo arbitrario, perde la discriminazione tra il bene e il male, e resta invischiato in molti desideri. Che cosa sono questi desideri? Sono adatti all’essere umano? Egli non si domanda: “Io sono un essere umano o un animale?” Assieme all’istruzione, acquisisce l’ego e altre perversioni, per cui si riempie di ego e attaccamento da capo a piedi prima di aver completato l’istruzione. Per effetto del sistema educativo attuale, l’essere umano perde il senso di discriminazione, considera l’egoismo e l’interesse personale gli obiettivi principale della vita, vuol possedere tutto ciò che vede e soddisfare tutti i desideri. Desiderare tutto ciò che si vede è una caratteristica animale, non umana; il soddisfacimento incontrollato dei desideri rende demoniaco l’essere umano. L’uomo dovrebbe usare il senso della discriminazione per sapere che cosa deve vedere e che cosa desiderare. A questo stadio della gioventù, però, è incapace di comprendere che il soddisfacimento di ogni sorta di desideri può metterlo in pericolo. Egli pensa di poter trarre piacere e felicità dalla gratificazione dei sensi senza sapere che essi sono davvero gli emissari di Yama (Dio della morte). I sensi conducono l’uomo sulla via dell’ignoranza e mandano in cenere la sua umanità. Per questo, egli deve essere assolutamente prudente durante la gioventù e controllare i sensi, altrimenti essi distruggono gradualmente il suo senso di umanità. Che cosa significa effettivamente “umanità”? Umanità implica il percorrere la via della discriminazione, della tranquillità e dell’analisi di se stessi senza fretta né ansia.

Trascorrete il periodo della gioventù in modo sacro

I giovani non comprendono come ogni cosa cambi col passare del tempo. Una goccia d’acqua brilla come una perla sulla foglia del loto; quanto dura la sua bellezza? Non appena arriva un refolo di vento, essa si mischia con l’acqua. In modo simile, oggi un giovane brilla come una perla sulla foglia del desiderio nel lago del samsâra; egli non cerca di sapere da dove la goccia d’acqua sia scaturita. Essa è venuta dall’acqua, vi è nata, cresce in essa e, infine, vi si fonde. L’essere umano è una bolla nell’acqua, il Signore Nârâyana è l’acqua, per cui l’essere umano non ha altra scelta che fondersi con Nârâyana, ma egli non si rende conto di questa verità. Distrugge pertanto la sua umanità e finisce nell’animalità. Nato come mânava (essere umano), egli dovrebbe salire al livello di Mâdhava (Dio) e non degenerare al livello animale. Questa verità deve esser compresa da tutti. Gli stadi dell’uomo cambiano, il denaro può venire e andare ed egli può acquisire qualunque quantità di conoscenza secolare e ricchezza, ma un giorno il periodo di vita dovrà finire. Non si può recuperare neppure un momento del tempo che è passato, per cui non bisogna sprecare il tempo; lo si deve santificare usandolo in modo sacro. Pur essendo nato come essere umano, egli vive come un animale; persino l’animale ha una ragione e una stagione, mentre oggi l’uomo non ha nessuna delle due. A dispetto della sua alta istruzione, della conoscenza scientifica, del nome, della fama e della posizione elevata, egli segue la via dell’egoismo e diventa persino peggiore di un animale. A che serve l’istruzione? Per accumulare ricchezza? A che serve un intelletto acuto? Egli li usa tutti soltanto per ingannare le persone. Crede di ingannare gli altri. No! Sta ingannando se stesso, non usa le proprie capacità e potenzialità in modo giusto. Lo stadio della gioventù non è fatto per essere sprecato in una sconsiderata dissolutezza. Lo stadio della gioventù è quello di mezzo. Non viene né se ne va con noi; è transitorio come una nuvola passeggera. Neppure le persone intelligenti sanno riconoscere questa verità. I cosiddetti intellettuali hanno un nome elevato, ma pensieri bassi; pertanto non si possono affatto chiamare esseri umani. Chi non riesce a migliorare se stesso è in effetti uno sciocco; quindi è necessario che i giovani seguano la giusta via, utilizzino la loro autorità in modo corretto e ottengano una buona reputazione. Solamente così la loro umanità brillerà.
Il terzo stadio della vita umana è la vecchiaia. Nell’età avanzata, l’uomo rimugina sulle azioni e gli eventi passati. Quando comincia la vecchiaia, neppure la moglie e i figli lo rispettano; perché? Si è rispettati in vecchiaia soltanto se in gioventù la condotta è stata buona; se il suo comportamento non è stato corretto negli anni giovanili, nessuno lo rispetterà. Alla fine, rimuginando sugli errori passati, trascorrerà il tempo pentendosi, e non riuscirà a trarre alcuna contentezza dal denaro ottenuto con mezzi disonesti e contorti. Dopo la sua morte, tutto il denaro che ha ammassato andrà infine a un figlio o a un parente disonesti. Quindi egli dovrebbe prendere la giusta via prima che sia troppo tardi. Prahlâda disse:

“Se non adora il Signore con tutto il cuore,
se non canta la Sua gloria finché la bocca non duole,
se manca di verità e compassione nel cuore,
l’individuo è una maledizione per il ventre di sua madre.”

L’educazione deve far nascere sentimenti divini nell’uomo

Gli occhi sono uno degli organi principali del corpo. Per questo, netra (l’occhio) è chiamato Shâstra (Scrittura).

Il novantacinque per cento delle azioni dell’uomo nella vita quotidiana sono fatte per mezzo degli occhi. Tutto ciò che leggiamo, guardiamo e percepiamo è basato sugli occhi; senza di essi, non si può riconoscere neppure un oggetto piccolo né si può avanzare di pochi centimetri. Sebbene sia così piccolo, l’occhio può vedere stelle lontane milioni di miglia. Oltre a questi occhi fisici così potenti, l’uomo deve sviluppare gli occhi interiori. Egli viaggia decine di migliaia di miglia nello spazio, ma va qualche centimetro dentro se stesso? Sapete perché gli occhi sono stati dati? Sono destinati a vedere di tutto? No! No! Gli occhi sono dati all’uomo per vedere il Signore del Kailâsa, Shiva. Sapete perché Dio ha dato le mani all’essere umano? Esse non sono state date per fare qualunque cosa gli piaccia: sono per adorare Dio. Che scopo ha la nascita umana? Serve a dare dolore al ventre materno? Anche i cani e le volpi nascono. A che serve la nascita umana se l’uomo non dà aiuto neppure ai genitori? È educazione quella? No! Quella non è affatto educazione. Che cosa s’intende per educazione? Vera educazione è quella che fa nascere sentimenti divini nell’uomo per la sua elevazione. Quella è vera umanità.

“Si possono ottenere titoli accademici elevati come l’M.A. o il B.A. e occupare posizioni prestigiose.
Si può ammassare ricchezza, fare atti di carità e guadagnarsi nome e fama.
Si può avere forza fisica e godere di una vita lunga e piena di salute.
Si può essere grandi studiosi imparando e predicando i Veda,
ma nessuno può eguagliare un vero devoto del Signore.”

Devozione, devozione, devozione! Che cos’è questa “devozione”? Significa ingannare gli altri? Ingannare gli altri è ingannare Dio. Devozione significa obbedire completamente ai precetti di Dio. Non dovete far danno agli altri in alcun caso. “Aiuta sempre, non fare mai del male!” Questa è l’essenza dei diciotto Purâna, ma, sfortunatamente, alcuni continuano a danneggiare gli altri per tutta la vita. Tutto questo è egoismo, egoismo, egoismo.
Noi nasciamo nella società, cresciamo e progrediamo nella società, ma che aiuto le restituiamo? Non abbiamo questa consapevolezza sociale. Tutto ciò che conosciamo è “io” e “mio”; tutta qui la vita? No! Dovremmo muoverci dall’“io” al “noi” e dal “noi” dovremmo proseguire fino al principio del “tutti” e fonderci in esso. Questo ampio modo di sentire non è presente nell’attuale sistema educativo. “Che cosa dovrei studiare per poter prosperare? Che tipo di educazione dovrei acquisire per ottenere una posizione elevata? Come posso ingannare gli altri e far soldi?” Questo è oggi il modo in cui lavorano le menti delle persone. Esse dovrebbero chiedersi piuttosto: “Come posso fare il bene della società? In che modo la mia istruzione aiuterà la società?” Ma generalmente le persone mancano di tali ampie idee. Coloro che mancano di tale apertura mentale non possono essere chiamati esseri umani nel vero senso del termine; tutto ciò che studiano non è affatto educazione. Come vediamo nel circo, anche una scimmia, con l’addestramento, può imparare ad andare in bicicletta. Anche questo è un tipo d’istruzione, ma quella vera non è ciò che si impara dai libri che è solamente una conoscenza teorica e superficiale; ciò che importa è la conoscenza pratica. Voi avete ascoltato moltissimo: quanto ne avete messo in pratica? Assolutamente niente!

Mettete in pratica la vostra conoscenza

Gli anni rotolano via, voi invecchiate, ma non avete sviluppato l’intelletto e la discriminazione, non avete fatto alcuna pratica. Questo non è il modo in cui potete progredire dal livello umano a quello divino. Mettete in pratica almeno uno o due insegnamenti.

“A dispetto della sua istruzione e intelligenza,
un uomo sciocco non conoscerà il suo vero Sé,
e una persona dalla mentalità meschina
non supererà le sue caratteristiche malvagie.”

“L’istruzione moderna
conduce solamente ad argomentare,
non alla saggezza totale.
A che serve acquisire istruzione
che non porta all’immortalità?
Acquisite la conoscenza che vi renderà immortali.”

Perché dovremmo studiare? Per morire alla fine? Allora è meglio morire senza istruzione. L’uomo dovrebbe acquisire l’istruzione che lo renderà immortale. Nel Paese ci sono molte persone altamente istruite; che servizio stanno facendo alla società? Esse dovrebbero cercare il perché del degrado della loro nazione. Il fatto è che la gente è immersa soltanto nell’egoismo e si comporta come una rana nel pozzo; manca di sentimenti aperti circa il benessere degli altri. Le persone considerano solamente due cose: “io” e “mio”, soltanto “io” e “mio”. Questa non è la caratteristica di un vero devoto: è una caratteristica malvagia. Swami vede molte persone tra cui ci sono anche dei devoti veri.
Se essi sprecano tutto il tempo dietro alle cose del mondo, quando faranno l’esperienza della Divinità? Se passate la vita a studiare dei libri, quando metterete in pratica la vostra conoscenza? Soltanto la pratica vi dà la beatitudine, non l’apprendimento. Tutto ciò che fate dovrebbe fare contenti gli altri e spargere felicità nella società; questa è l’essenza del Bhaja Govindam di Âdi Shankara.
Un uomo anziano stava seduto sotto un albero in riva al Gange e ripeteva: “Dukruñ Karane, Dukrñ Karane.” In quel mentre, Shankara stava andando a fare un bagno nel fiume con i discepoli. Quando egli udì l’anziano, andò da lui e gli chiese: “O studioso, che cosa stai memorizzando?” Al che questi rispose: “Sto memorizzando le regole della grammatica scritte da Pânini. Shankara gli chiese: “A che ti servirà?” Ed egli rispose: “Diverrò un esperto in grammatica.” “Qual è il vantaggio di diventare un esperto in grammatica?” – chiese Shankara. “Essendo un esperto in grammatica, posso andare alla corte del re e ottenere un compenso notevole”, disse l’anziano e Shankara di nuovo: “Oltre al compenso che otterrai dal re, che felicità ricaverai?” “Che felicità? La mia famiglia e io potremo mangiare bene e vivere felici.” “Quanto pensi che duri tutto questo?” – chiese ancora Shankara. La risposta fu: “Fino alla morte.” Shankara allora chiese: “Tu sai che cosa succede dopo la morte?” L’uomo rispose: “No, non lo so.” Shankara allora cantò:

“O uomo sciocco, canta il nome di Govinda.
Le regole di grammatica non ti soccorreranno
quando la fine arriverà.”

Né la conoscenza della grammatica né gli amici e i parenti ti proteggeranno. O uomo stolto, pensa a chi può proteggerti. Solamente il Signore Govinda. Bhaja Govindam. Fai il Nâmasmarana e canta la gloria del Signore. Questo canto è la barca che ti porterà oltre l’oceano del samsâra. Per attraversare questo oceano, non ti occorre una nave; anche un grande oceano si può attraversare con una barchetta. In modo simile, il piccolo Nome di Hari mitigherà i tuoi peccati. L’uomo odierno, però, adora shrî (ricchezza) non Hari (Dio). Egli desidera solamente la ricchezza. Quanto rimarrà con te la ricchezza? Nessuno ti seguirà dopo la morte; tutti i parenti ti accompagneranno fino al terreno di cremazione, ma nessuno verrà con te da lì in poi. Tutta la ricchezza che hai accumulato dovrai lasciarla qui. Anche le vesti che indossi dovranno esser lasciate.

“O Signore! Io sono preso nel ciclo della nascita e della morte.
Sperimento continuamente l’angoscia di stare nel ventre materno.
Attraversare quest’oceano della vita terrena è molto difficile.
Ti prego, portami oltre questo oceano e donami la liberazione.”

Voi nascete una volta dopo l’altra dal ventre di vostra madre; nascete e morite ripetutamente. È questa l’essenza della vita umana? No! Nient’affatto.
C’era una volta un ladro la cui abitudine era commettere continuamente dei furti e andare ripetutamente in carcere. Un giorno, commise un grosso furto e venne imprigionato per sei mesi, alla fine dei quali il secondino andò da lui e gli disse: “Il tuo periodo di prigione è finito. Puoi andartene domani con la tua sacca e il tuo bagaglio.” Allora egli rispose: “Signore, perché dovrei prendere la sacca e il bagaglio? Tornerò presto: lasciamoli lì.” Nonostante la sofferenza della punizione, egli non era pronto a lasciare la cattiva abitudine di rubare, non era consapevole di non dover commettere lo stesso errore dopo che aveva subìto tante punizioni. Gli esseri umani sono così: nascono e muoiono ripetutamente.

“L’uomo è eterno, non ha nascita né morte,
è il principio primordiale che non ha inizio né fine.
Non nasce, non muore né viene ucciso da nessuno.
Egli è l’Âtma, l’eterno testimone.”

L’uomo deve tornare alla fonte

Sforzatevi di raggiungere questa condizione elevata. Dovreste fare in modo che, una volta venuti nel mondo, non ci torniate. Come vi ho detto l’altro giorno: “La nascita è come un quotidiano: lo leggete una volta e lo gettate come carta straccia; leggerlo più volte è sciocco davvero! Noi siamo venuti, abbiamo visto il mondo e il bene e il male che c’è in esso, e abbiamo sperimentato anche dei momenti belli. Ora basta: questa vita è come carta straccia di cui non abbiamo più bisogno; quindi dobbiamo cercare la strada per non tornare di nuovo.” Questo disse anche Prahlâda. Egli cercò di avere un intelletto acuto per trovare quella strada. Qual è quella strada? I devoti dicono: “Swami, mostraci la strada per la liberazione. Quale strada dovremmo prendere?” Io rispondo loro: “Andate per la stessa strada per cui siete venuti. Da dove siete venuti? Non siete venuti da Chennai, Mumbai o Delhi: siete venuti dall’Âtma. Quindi tornate all’Âtma.” La destinazione di tutti gli esseri viventi è la loro sorgente. Noi usiamo un vaso di terracotta in molti modi, ma, quando cade, si rompe e infine diventa di nuovo creta; è venuto dalla creta e torna a essere creta. Un vaso inerte di terra torna al suo stato originale. La natura effettiva dell’uomo è la Consapevolezza ed egli dovrebbe sforzarsi di tornare al suo stato originale, ma, sfortunatamente, segue la via sbagliata che lo porta allo stato di materia inerte, per cui persino un vaso di creta è superiore a lui. Che istruzione avete ricevuto? In quale istituto avete studiato? Quanti diplomi avete ottenuto? Che posizione elevata occupate? Tutto questo è assolutamente inutile se non avete questa consapevolezza. Gli animali seguono delle regole nella loro vita, mentre l’uomo, con tutta la sua istruzione, non ha neppure quel tanto di discriminazione; osserva forse egli qualche regola o regolamento? C’è qualche limite ai suoi desideri? No! Persino le volpi e i cani osservano dei limiti nel desiderare, mentre l’uomo persegue follemente desideri illimitati. Quindi, correggete il modo di pensare e sostenete la vostra umanità. Meditate sulla vostra Divinità e immergetevi in Dio.

Kodaikanal, 20 aprile 1993,
Sai Shruti

(Da “Sanâtana Sârati”, novembre 2016)